“Dolore” V. S. Naipaul Adelphi Edizioni

 

Come elaborare un lutto?

Come superare la perdita del padre senza pericolose rimozioni?

“Dolore”, pubblicato da Adelphi Edizioni nella Collana Microgrammi, mostra quanto sia importante convivere con la sofferenza, farla propria, accettarla come un passaggio indispensabile dell’esistenza.

Ci sono parole che abbiamo volutamente eliminato dal nostro vocabolario, abbiamo preferito ignorarle ma si sono incistate nell’animo creando vuoti irreversibili.

Il breve racconto ci costringe a rivedere questa forzata rimozione attraverso quei ricordi che hanno scalfito indelebilmente i nostri cuori,

V. S. Naipaul usa la scrittura intima, quasi un diario personale dove si coglie il lungo e doloroso cammino verso l’ignoto.

“Il dolore è sempre in agguato.

Fa parte del tessuto stesso della vita.

È sempre sulla soglia.

L’amore impreziosisce i ricordi, e la vita; il dolore che ci aspetta è proporzionato a quell’amore.”

Nel silenzio assorto che si crea leggendo risuona un fonema: “inevitabile”.

Forse è proprio questa verità che ci è sfuggita e che dobbiamo provare a recuperare.

Abituati alla prosa ipnotica dello scrittore proviamo a fare degli accostamenti con la sua produzione letteraria.

‘Lo scrittore e il mondo” ha la stessa spietata sincerità nel voler comprendere senza scendere a compromessi.

Costi quel che costi, è il tempo in cui gli specchi riflettono finalmente i nostri sentimenti.

Non voltiamo le spalle, accogliamo quella parte di noi che rifiuta la fine e abbracciamo ancora una volta chi non c’è più.

Una stretta virtuale e forse anche la pace nel commemorare quei piccoli gesti che ci hanno visti insieme.

Agenda Letteraria del 10 aprile 2020

 

 

“Raccontata in uno stile vagamente biblico, e in storie di natura semireligiosa, la comunità indiana dell’isola sembrava un mondo separato e, se ci ripenso oggi, credo che mio padre avesse scelto quel tipo di scrittura perché gli veniva più facile, perché descrivere una sola comunità, un solo sistema di valori, e popolare di figure quel paesaggio biblico era più facile. Come avrei capito più avanti, mettendomi a scrivere, introdurne altri avrebbe significato complicare tutto.

Ora però era più sicuro, rispetto agli esordi: aveva una prospettiva più ampia, parlava dell’isola nel suo insieme.

E, a differenza di prima, tentava di far ridere.”

V.S. Naipaul   “Dolore” Adelphi Edizione