“Quel tipo di donna” Valeria Parrella HarperCollins

“Stringiti alla comunità delle donne,

perché quando sarai vecchia

saranno loro che ti salveranno: non i maschi.”

 

Valeria Parrella sceglie per l’esergo di “Quel tipo di donna”, pubblicato da HarperCollins, le parole di Luisa Muraro.

Un passaggio di testimone che emoziona e unisce insieme voci che nella diversità dei toni mantiene l’unità di un obiettivo comune.

Raccontare il mistero, l’inquietudine, la continua ricerca di quelle figure femminili che vanno oltre lo stereotipo di genere.

Generazioni di nonne, madri, figlie in una danza della libertà.

Libertà che si conquista trovando i propri spazi, abbattendo confini.

Quattro amiche e un viaggio che per ognuna è un passaggio, un rito libertario.

Dolores e il bisogno di custodire il dolore per la perdita di Saciko, Carola, “che cercava continuamente donne per i suoi spettacoli attraverso cui vivere altre se stesse, altre identità”, Camilla, “capricorno, piu ordinata, puntuale” e la voce narrante, che con tenerezza e affetto sa cogliere diversità e armonie.

“Con noi c’erano moltissime altre donne: un’intera comunità che principiava dalle nostre madri e dalle madri delle nostre madri.

Donne che si sono battute per la nostra libertà anche quando ci avrebbero voluto prendere a pantofolate.

Che avevano aperto le nostre porte anche quando l’istinto materno aveva loro suggerito piuttosto di chiuderci a chiave in stanza e poi gettarla via, quella chiave.”

 

Commuove l’orgoglio di un’appartenenza che non è scandita solo da legami di sangue.

Istanbul  con i suoi colori netti, con la magia della moschea, offre la prospettiva caotica e spensierata.

Non sono importanti le tappe raggiunte ma la capacità di viverle, di conoscerne gli angoli segreti, di apprezzarne i silenzi e le parole.

La voglia di stare insieme, le risate, la leggerezza di un ragionamento condiviso, la notte foriera di sogni possibili, i ritagli del passato compongono una trama che ci fa sentire dentro una bolla.

Ci fa credere e sperare che l’amicizia è amore nella forma più pura e che esistono ancora compagne pronte a prenderci per mano, coccolarci, capirci e intrecciare con noi nuovi canti di resistenza.

“La forza non è essere forti, ma capire quando non puoi esserlo.

Proteggersi più che sfidarsi.”

La scrittura è nitida con infinite tonalità stilistiche.

Ci sono tutte le coordinate di un romanzo avventuroso, affascinante, malinconico e ricco di promesse.

“Il verdetto” Valeria Parrella La Nave di Teseo

 

Si respira poesia in ogni frase di “Il verdetto”, pubblicato da La Nave di Teseo nella Collana “Gli squali”.

Ci si abbandona ad una scrittura che fa vivere i personaggi, li libera da ogni impaccio letterario rigoroso.

È la creatività che penetra nella tragedia greca, la reinterpretazione che si fa presente.

Clitennestra e il suo amore assoluto, senza riserve.

“Ero ancora una ragazzetta borghese, ragionavo con la mente degli altri, della mia famiglia, di mia madre.

Poi piano piano cominciai a capire che tutto ‘sto teatro mi piaceva”.

Donna bambina che si affida e si fida, che impara a non farsi domande, ad accettare i segreti del suo Agamennone.

Boss nella città dai mille volti, dominatore e mai dominato, padrone del quartiere, figlio di una cultura che non fa sconti.

Valeria Parrella sceglie per la sua protagonista il monologo che non cerca assoluzione.

La sua è storia che non vuole consensi e comprensione.

Pretende l’ascolto perchè solo attraverso le parole si può capire la scelta che nasce da una profonda sofferenza.

Da femmina si trasforma in figura mitologica, acquisendo consapevolezza e nell’atto disperato non c’è solo rabbia.

Si raggrumano insieme i silenzi, le attese, il dolore per la perdita di Ifigenia, la sconfitta per non aver saputo ribellarsi.

“L’amore per un uomo è dipendenza, è quello che da sola non sei abbastanza, e chiunque abbia un pò di buon senso, un poco di carattere e un istinto di sopravvivenza, sa che questa cosa si sconfigge solo con la morte.”

L’omicidio si tinge di significati emblematici e nel sangue non si chiude il cerchio.

L’autrice conosce la sua Napoli, i vicoli, le discrepanze, i vizi e quella luce che continua ad illuminarla.

La luce dei tanti che non si arrenderanno mai e lotteranno per una legalità negata.

Agenda Letteraria del 20 aprile 2020

 

“Lo sapete, signori della corte, cos’è un letto vuoto?

Quale la sua forma e la sua temperatura?

Un letto vuoto ha la forma di un pugno chiuso, di denti stretti per non piangere, un letto che si stenta ad abbandonare, in cui ci si avvolge senza trovare pace, in cui ci si copre senza trovare calore.

Il letto vuoto è la tomba che la donna può trovare in vita.”

“Il verdetto”  Valeria Parrella La Nave di Teseo