“Tutto un rimbalzare di neuroni” Vanessa Ambrosecchio Einaudi Editore

 

“Vagano le loro voci nel buio del web come satelliti che abbiano smarrito l’orbita, come un sistema solare in cui la forza centripeta sia vicina a spegnersi e i pianeti prendano il largo in un fluido che si fa gas.

Ecco, all’inizio della Dad la scuola da solida si è fatta liquida.

Adesso siamo prossimi all’evaporazione.”

Ironica e spietata Vanessa Ambrosecchio racconta la scuola al tempo del Covid cogliendo i disagi e le opportunità di un cambiamento tanto radicale.

“Tutto un rimbalzare di neuroni”, pubblicato da Einaudi Editore, ha la parvenza di un diario che traccia con assoluta lucidità e sincerità quanto si sia rivoluzionato il rapporto alunno insegnante.

Dal “pro” accorciato per la necessità di correre prima che si perda la connessione agli odori, sguardi, posture che in classe erano facilmente decifrabili.

Essere “distanti e dispersi”, cogliere dalle voci se si è creata l’atmosfera giusta, immaginare da piccoli dettagli il privato di questi ragazzini costretti in abitazioni poco spaziose, defraudati del contatto fisico.

Marzia in gara con sè stessa e con la vita, Sara come un “orso in letargo”, Teotista incapace di “trovare la strada”, Zoran avvilito dall’accento straniero, Barbara mediatore culturale della madre.

Sembra di osservare una foto di classe ed ogni volto racchiude una storia che l’autrice sa regalare.

Il testo può essere letto come originale manuale pedagogico utile a comprendere il ruolo del docente.

Non ci sono risposte saccenti ma l’onestà intellettuale di chi ogni giorno sperimenta moduli educativi.

“Guai al docente che fa l’occhiolino al trend, che non punta all’inatteso: svolazzeranno quaderni mentre prova a leggere, scoppieranno rutti e risa mentre proietta il film.

E non sarà questione di educazione, ma di sincerità.”

Quel momento in cui ai ragazzi brillano gli occhi perché hanno visto “quella prateria del possibile”, quell’alba, lo stupore dell’apprendimento, la gioia nel condividere sapere.

L’ultimo saluto dopo gli esami e la sensazione che mai si spezzerà il legame pur sapendo che loro “sono frecce scoccate nell’opposta direzione.”

Restano nei pensieri e nei sogni, parti di un passato e certamente anche di un futuro.

Ogni classe ha lasciato un’impronta non solo nel cuore ma anche nella mente.

E da lì si riparte.