“Vivida mon amour” Andrea Vitali Einaudi Stile Libero

“La incontrai una sera d’estate – correva il mese di luglio – durante una festa di laurea, ai tempi in cui il minaccioso 《palloncino》 era ancora di là da venire.

Il cielo era blu cobalto, l’aria mite profumava di erba appena tagliata.

Il privilegio di essere giovani dominava l’atmosfera.”

“Vivida mon amour”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, ha una comicità dirompente.

Un medico da poco laureato ha il classico colpo di fulmine per una giovane mai vista prima.

Il tentativo di corteggiamento è scandito da una lunga e divertente catena di fallimenti.

Il poveretto si inventa di tutto per conquistare il cuore dell’amata ma tra i due il linguaggio affettivo è completamente diverso.

Durante la narrazione conosciamo i punti di forza della signorina e le debolezze del maschietto.

Due mondi diametralmente opposti, priorità e substrati culturali differenti.

“Senza peccare di vanità, ritenevo di poter contare su un certo charme che facevo derivare da qualche lettura colta, certe raffinate ambizioni, un accettabile aspetto esteriore.

Solo che letture e raffinatezze avevo dovuto archiviarle, avendomi lei fatto comprendere che nella vita contava di più lo stato solido di quello gassoso.”

Andrea Vitali propone una commedia intelligente capace, tra una risata e l’altra, di farci riflettere.

Spinge a chiederci quanto si siano invertiti i ruoli nelle storie d’amore e come il maschile accetti un simile cambiamento.

Colpisce il costrutto nei monologhi del nostro protagonista che appare spaesato, incapace di abbandonarsi, convinto che il ragionamento possa aiutarlo.

Improvvisa strategie, scrive lettere, sceglie itinerari romantici.

Basterà a far innamorare la sua bella?

Ma soprattutto cosa è l’amore, lo specchio dove riflettiamo il nostro immaginario o un sentimento profondo e spontaneo?

“Quando, avverbio.

Oppure congiunzione se introduce proposizioni temporali.

Le proposizioni temporali possono andare da qui all’eternità.

Non mi aveva nemmeno sfiorato il pensiero che il suo 《quando》 le fosse necessario per capire se, alla data che avrei sparato, lei sarebbe stata libera oppure se era già impegnata.”

Lo scrittore sa giocare col senso e il non senso, con i mille significati della parola.

Da leggere per scoprire come andrà a finire e per godersi la leggerezza di una scrittura che attraverso la risata racconta il nostro presente.