“La scatola di latta” Paolo Donini Voland Editore

Che senso ha scrivere versi? Quale ruolo ha la poesia? Quanto segna l’evoluzione linguistica?

“La scatola di latta”, pubblicata da Voland, non solo risponde ai tanti quesiti ma fa riflettere sulla relazione tra lemma e memoria, pensiero e fonema.

Una storia fantasiosa ambientata nel paesino di Ics dove per un misterioso incidente gli abitanti non ricordano più le parole. Sono costretti a balbettare frasi senza senso, incapacaci di accettare la loro sconfitta lessicale.

È divertente assistere alla misteriosa scomparsa e ci si chiede a quale involuzione si stia assistendo.

Cambiamenti climatici, spostamenti prospettici e divertenti aneddoti trasformano la trama in un esercizio stilistico architettato con ingegno e creatività.

“I giorni passavano in quel trambusto di ammanchi e stranezze, dove tutti balbettavano frasi bucherellate”.

Paolo Donini inventa figure caricaturali con pochi tratti.

Il personaggio che ameremo profondamente è P, isolato dalla comunità, perso in un mondo tutto suo. Costruttore di rime per il piacere di leggerle.

Sarà lui a regalare un finale bellissimo restituendo all’arte poetica e alla Cultura il compito di salvare il mondo.

“Sete” Amélie Nothomb Voland Editore

 

“La notte da cui scrivo non esiste.

I Vangeli sono categorici.

La mia ultima notte di libertà la passo nell’Orto degli Ulivi.

Il giorno seguente vengo condannato e la sentenza è immediata.”

È Dio che da uomo si racconta con voce struggente.

Nelle ultime ore sentiamo sulla pelle una sofferenza che ci trafigge.

Tra coloro che lo accusano ci siamo anche noi, incapaci di comprendere la Potenza del Miracolo.

E in quella cella, allegorico luogo del tradimento, le parole arrivano spezzate e nel leggerle abbiamo la netta percezione della nostra distanza dal Divino.

“Ho pensato al dolore. La mia anima ha vacillato”.

È la vertigine dell’esistenza: “Non c’è arte più grande che quella di vivere.”

Esperienza che conosce la rabbia, il disagio, l’ingombrante presenza della folla.

Confessione spietata, mentre l’anima “sotto forma di una corrente impetuosa” urla.

E quell’urlo riempie di senso l’incarnazione, traccia un legame indissolubile tra spirito e materia.

Amélie Nothomb ci regala pagine sublimi con quella sua lingua che nella dissacrazione del Mito trova la sua purezza.

“L’amore è energia e quindi movimento”

È un fascio di luce, flusso che penetra riunendo “la certezza e il dubbio”.

È fonte di quell’acqua che disseta, estasi e delizia, meraviglia assoluta.

La Madre e Maddalena entrambe figure che escono dalla cornice della narrazione e si muovono con la gestualità di chi esplora i sentimenti dell’altro.

Cosa significa credere? Come abbandonarsi senza rimpianti alla morte?

Un libro che apre tante strade al nostro bisogno di spiritualità.