Arturo De Luca (@artdielle) recensisce “Sete” di Amélie Nothomb VolandEdizioni

Arturo De Luca (artdielle) recensisce “Sete” di Amélie Nothomb VolandEdizioni

“Ho sempre saputo che sarei stato condannato a morte. Il vantaggio di questa certezza è che posso accordare la mia attenzione a ciò che lo merita: i dettagli.”

Inizia così Sete, il nuovo romanzo, il ventottesimo, della scrittrice francese Amélie Nothomb, da poco pubblicato in Italia sempre da Voland, in cui si narra l’ultima notte che Gesù trascorre in cella, dopo il processo e il giudizio di Pilato.
E già qui si intuisce l’invenzione dell’autrice, la sua proposta per aprire uno spazio temporale al fine di permettere all’uomo Gesù, che non è ancora il Cristo, di riflettere sul significato della sua vita e sulla missione a cui è stato chiamato.

“La notte da cui scrivo non esiste. I Vangeli sono categorici. La mia ultima notte di libertà la passo nell’Orto degli Ulivi.”

Gesù racconta “in prima persona” i suoi ultimi giorni, dalla farsa del processo alla “sete” sul Calvario, ma anche di Giuseppe, che non chiama mai padre, e dell’amore per Maria Magdalena. È un Messia trasgressivo non perché disobbedisce alla castità promessa, ma perché non riesce a perdonarsi che ama essere umano, avere un corpo e provare passioni umane: amore, dolore, fame e sete.

“Che un essere disincarnato abbia avuto l’idea di inventare il corpo è un colpo di genio.. e gli esseri umani si lamentano .. Mio padre non ha mai avuto un corpo. Per essere un ignorante, trovo che se la sia cavata egregiamente.”

Quello che viene fuori è una preghiera gridata agli uomini, un tributo alla vita e alle gioie del corpo, alle debolezze dei sensi, alla paura e alla compassione. Ma è anche un inno all’amore e alla fede: perché la fede come l’amore non va spiegato, non abbiamo bisogno di nessuna riflessione. Basta incontrare un viso, quel viso, e all’improvviso tutto cambia.

“So che per molti quel volto sarà il mio. Mi convinco che non ha alcuna importanza. Eppure, a voler essere onesto, e voglio esserlo, mi lascia senza fiato.”

Notizie biografiche.

Amélie Nothomb è nata a Kobe, in Giappone nel 1967 da genitori diplomatici ed ora vive tra Bruxelles e Parigi. Scrittrice di culto,non solo in Francia, ha esordito nel 1992 con Igiene dell’assassino. Spesso dai suoi romanzi, tradotti in oltre 45 lingue, sono state realizzate opere teatrali o cinematografiche. A questo proposito ricordiamo Né di Eva né di Adamo trasposto nel film Il fascino indiscreto dell’amore del regista Stefan Li berski con Pauline Etienne e Taichi Inoue.
Anticonformista e eccentrica veste sempre di nero indossando un cappello da Cappellaio Matto.