“Verso nord” Willy Vlautin Jimenez Editore

 

“Non rimandare come rimandi tutto, stavolta non te lo puoi permettere.

Sei una brutta persona.

Hai rovinato tutte le cose belle che ti sono capitate nella vita e hai fatto andare tutto sempre più a rotoli.

Andrai all’inferno.

Non importa quel che succede, tu comunque vivrai all’inferno per sempre.”

Allison scrive a sé stessa ed è impietosa.

Ogni foglietto viene bruciato come liberazione o scotto da pagare.

Le parole dovrebbero aiutare a liberarsi da un peso troppo pesante per una ragazza di ventidue anni.

La violenza subita, l’alcolismo della madre, la brutalità del fidanzato: è questo il tessuto sociale nel quale ha vissuto e continua a far finta di esistere.

Forte è la tentazione di sparire, lasciare solo cenere, nessun messaggio, nessuna impronta su una Terra maledetta.

L’America è una voragine che inghiotte chi non sa difendersi, è inferno che brucia le carni.

Le lacrime scorrono e nessuno le raccoglie, si dispendono e non si trasformano perché questa non è una leggenda.

È la cruda, devastante realtà di una generazione che cerca il piacere nelle droghe e nello stordimento dell’alcool.

È la periferia dove ogni casa ha grate alle finestre, dove nessuno si fida di nessuno.

Quando si accorge di essere incinta Allison comprende che è il tempo della fuga.

Deve uscire da una relazione che la vuole schiava, deve imparare a sperare.

“Verso nord”, pubblicato da Jimenez Editore e tradotto da Alessandro Agus, contiene già nel titolo un messaggio chiaro che si andrà svelando nel corso della narrazione.

La protagonista compie un gesto di infinito coraggio, sceglie di far nascere il suo bambino, lo affida a una famiglia che potrà accudirlo con amore.

Ma certe scelte sono strappi dell’anima, sono punizioni immeritate.

Willy Vlautin riesce a comunicare i sentimenti, a narrare la disperazione e la rinascita, la fragilità e la forza.

Tratteggia caratteri, contesti paesaggistici, disarmonie sociali e stelle che appaiono all’impovviso.

Ed ognuna contiene il miracolo della guarigione.

Un romanzo struggente dedicato a tutte coloro che vogliono liberarsi dei loro carnefici.

È possibile, basta iniziare a camminare.

Una prosa curata, un ritmo mai costante.

Uno sconfinamento nei territori della speranza.

 

 

“Motel Life” Willy Vlautin Jimenez Edizioni

 

“La sfortuna si abbatte sulla gente ogni giorno.

È una delle poche certezze della vita.

È sempre pronta, sempre lì, in attesa.

La cosa peggiore, la cosa che mi terrorizza di più, è che non sai mai chi colpirà nè quando.”

 

“Motel Life”, pubblicato da Jimenez Edizioni, è voce di un’America che non ha avuto scelta.

Confinata ai margini, travolta da eventi che troppo spesso esulano dalla responsabilità individuale.

Aggrappata all’alcool, necessario compagno per superare il deserto di un’esistenza senza occasioni di riscatto.

Nascosta in motel di quart’ordine dove si è nessuno tra oggetti che non valgono nulla.

Due fratelli uniti da un sentimento profondo che inabissa il dolore per la morte della madre e per la fuga del padre.

Jerry Lee, coinvolto in un incidente stradale, uccide un ragazzino e tormentato dal rimorso cerca in Frank quel calore affettivo che gli è sempre mancato.

La fuga diventa speranza di nuove occasioni, ma la mente rifiuta l’oblio.

Chiusi nel cerchio di un destino che non perdona sanno che non potranno dimenticare né perdonarsi.

“Si potrebbe vivere sempre in strada, nei parcheggi per camionisti.

Senza bisogno di un posto fisso.”

Willy Vlautin regala un romanzo dai colori accesi, intenso, commovente, realista.

Scrive pagine di introspezione che spiazzano il lettore, lo portano nei territori sperduti della colpa, presentano il volto tumefatto della solitudine.

Mostra una generazione che nella strada cerca il fuoco vacuo delle illusioni.

“A volte l’ispirazione è un miracolo, un raggio di luce.”

Sono le storie che nascono dal nulla, che si uniscono alla trama come una musica dolce e carica di fantasia.

Invenzioni o sogni che disegnano un mondo altro dove l’avventura è porta di ingresso di un Paradiso agognato.

L’amicizia è condivisione quando il cuore è oppresso dalla paura.

La foschia, la neve che copre ogni cosa è metafora di una purezza che non può essere cancellata.

La strada è salita ripida e impervia mentre la notte culla solo chi ha la certezza di un lavoro e di una casa.

“Quello che devi fare è pensare alla vita che vuoi, pensarla nella tua testa.

Trasformala in un posto in cui vorresti essere: un ranch, una casa su una spiaggia, un attico in cima a un grattacielo.

Non importa cos’è, basta che sia un posto in cui puoi rifugiarti. Quando le cose si mettono male, ci vai.

E se trovi un posto ma non funziona più, lo cambi.

Lo cambi a seconda della situazione, a seconda del tuo umore. Vedila così, sarà il tuo portafortuna.

Inventati un posto in cui stai bene, che ti dà forza, che nessuno può portarti via. Così puoi andarci quando tutto il mondo ti sta addosso”

Importante è continuare a camminare, sferzati dal vento, insieme alle sagome di chi ci ha amato nella certezza che esiste sempre il luogo della redenzione.